Il ristorno è lo strumento che distingue una cooperativa da qualunque altra società: non distribuisce un utile in proporzione al capitale, ma restituisce ai soci il vantaggio mutualistico in proporzione a quanto hanno effettivamente scambiato con la cooperativa. Calcolarlo bene è insieme un fatto contabile, fiscale e statutario. Vediamo come, passo per passo.
Ristorno non è dividendo
La differenza è la chiave di tutto:
- il dividendo remunera il capitale conferito ed è proporzionale alle quote possedute;
- il ristorno remunera lo scambio mutualistico ed è proporzionale alla quantità e qualità degli scambi che ciascun socio ha avuto con la cooperativa (ore lavorate, beni conferiti, acquisti effettuati).
Per questo il ristorno è disciplinato dall’art. 2545-sexies del Codice Civile e dalle norme sulla mutualità: si genera solo sull’attività svolta con i soci, non su quella con i terzi.
La base di calcolo: l’avanzo della gestione mutualistica
Il ristorno non si calcola sull’utile complessivo, ma sull’avanzo documentato dell’attività svolta con i soci. In pratica il percorso è:
- Separa la gestione mutualistica da quella con i terzi. Serve distinguere ricavi e costi riferibili agli scambi con i soci (la “quota mutualistica” dell’attività). Tipicamente si determina la percentuale di mutualità: rapporto tra l’attività con i soci e l’attività totale.
- Determina l’avanzo mutualistico: la parte di avanzo di gestione attribuibile a quegli scambi.
- Verifica i limiti: il ristorno non può superare l’avanzo della gestione mutualistica, e va deliberato nel rispetto dello statuto.
Come si ripartisce tra i soci
Una volta fissato il monte-ristorni, si ripartisce in proporzione agli scambi di ciascun socio. Il parametro cambia col tipo di cooperativa:
| Tipo di cooperativa | Parametro di riparto |
|---|---|
| Di lavoro / sociale | Retribuzioni o ore di lavoro prestate dal socio |
| Di consumo / utenza | Acquisti effettuati dal socio |
| Di conferimento (es. agricole) | Valore o quantità dei beni conferiti |
Esempio: monte-ristorni deliberato 30.000 €, in una cooperativa di lavoro con 600.000 € di retribuzioni complessive ai soci. Il coefficiente è 30.000 / 600.000 = 0,05. Un socio che ha percepito 18.000 € di retribuzione riceve 18.000 × 0,05 = 900 € di ristorno.
Le tre forme di attribuzione
Lo statuto e la delibera assembleare possono attribuire il ristorno in tre modi (anche combinati):
- Integrazione del trattamento economico — nelle coop di lavoro, una somma aggiuntiva alla retribuzione del socio (entro il limite del 30% dei trattamenti retributivi complessivi).
- Aumento gratuito del capitale sociale — il ristorno viene imputato a quote/azioni, rafforzando il patrimonio della cooperativa.
- Riduzione del corrispettivo / restituzione — nelle coop di consumo o utenza, uno sconto o un rimborso al socio.
Vincoli da rispettare
- Previsione statutaria: il ristorno deve essere previsto dallo statuto, che ne fissa criteri e forme.
- Delibera assembleare: l’assemblea che approva il bilancio decide se e quanto distribuire, nei limiti dell’avanzo mutualistico.
- Documentazione: la base di calcolo (percentuale di mutualità e scambi per socio) dev’essere tracciabile e ricostruibile.
Il trattamento fiscale, in breve
Sul lato cooperativa, i ristorni ai soci sono in genere deducibili dal reddito d’impresa nei limiti e alle condizioni di legge, proprio perché rappresentano la restituzione del vantaggio mutualistico. Sul lato socio, la tassazione dipende dalla forma: il ristorno-integrazione retributiva concorre come reddito di lavoro del socio; il ristorno imputato a capitale segue le regole proprie di quella destinazione.
Nota: limiti percentuali, deducibilità e disciplina della mutualità sono aggiornati periodicamente dalla normativa di settore. Le regole generali qui descritte (art. 2545-sexies c.c.) sono il quadro stabile; per gli importi e le condizioni dell’esercizio in corso verifica con il revisore o l’associazione di rappresentanza.
Come CoopSuite calcola i ristorni
Il punto critico è sempre lo stesso: ricostruire la base mutualistica per socio partendo dai dati reali. CoopSuite lo fa nativamente — collega la contabilità OIC, gli scambi mutualistici (ore/retribuzioni dei soci lavoratori, conferimenti, acquisti) e la percentuale di mutualità, così il modulo Ristorni propone monte-ristorni, coefficiente e riparto per socio, pronto per la delibera e per le scritture. Niente foglio Excel parallelo, niente ricostruzioni a mano a fine anno.