Salta al contenuto principale
Cooperative · 7 min di lettura

Cooperativa sociale di tipo A e di tipo B: differenze, requisiti e gestione

Tipo A e tipo B non sono due nomi della stessa cosa: cambiano oggetto sociale, requisiti, agevolazioni e adempimenti. Quando serve la coop a oggetto plurimo e cosa monitorare.

“Cooperativa sociale” non è una categoria unica: la legge 381/1991 ne distingue due tipi, A e B, con oggetto, requisiti e adempimenti diversi. Confonderli porta a errori gestionali e fiscali. Ecco le differenze che contano.

Tipo A: servizi alla persona

Le cooperative sociali di tipo A gestiscono servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi: case di riposo, comunità, asili nido, assistenza domiciliare, servizi per disabili, centri diurni. Perseguono l’interesse generale attraverso il servizio reso alla comunità e alle persone fragili.

Tipo B: inserimento lavorativo

Le cooperative sociali di tipo B svolgono attività produttive di qualsiasi settore (agricoltura, industria, commercio, servizi) con una finalità precisa: l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Qui il fine sociale non è il prodotto, ma il lavoro come strumento di inclusione.

Il requisito che caratterizza il tipo B

Nelle coop di tipo B le persone svantaggiate (come definite dalla legge) devono costituire almeno il 30% dei lavoratori e, compatibilmente con il loro stato, essere socie. È un parametro da monitorare costantemente: scendere sotto la soglia mette a rischio lo status e le agevolazioni.

Le differenze in tabella

Tipo ATipo B
OggettoServizi socio-sanitari ed educativiAttività produttive per l’inserimento lavorativo
BeneficiariUtenti dei serviziLavoratori svantaggiati inseriti
Requisito chiaveQualità e accreditamento dei servizi≥ 30% lavoratori svantaggiati
Agevolazioni tipicheConvenzioni con enti pubbliciSgravi contributivi per gli svantaggiati, affidamenti riservati

E se un’attività ne abbraccia entrambe?

Quando una cooperativa vuole gestire sia servizi alla persona sia inserimento lavorativo, si parla di cooperativa a oggetto plurimo (o “mista” A+B): ammessa a condizioni precise, con gestioni separate e organizzazione amministrativa che tenga distinte le due attività e i relativi requisiti.

Nota gestionale: il punto più delicato del tipo B è documentare in modo continuo la percentuale di lavoratori svantaggiati e le relative certificazioni, perché da lì dipendono sgravi e affidamenti.

Tipo A e tipo B in CoopSuite

Per il tipo A ci sono i moduli per servizi, assistiti, turni e rendicontazione delle commesse pubbliche. Per il tipo B il modulo di inserimento lavorativo segue i percorsi e la percentuale di lavoratori svantaggiati. Nelle cooperative a oggetto plurimo le due gestioni restano distinte, con un'unica contabilità.

E in CoopSuite?

Ristorni e mutualità prevalente li calcola sui conti della tua cooperativa. Il bilancio sociale lo compili una sezione alla volta.